Gen 192017
 

Il freddo polare di questi giorni ci ha colti un po’ di sorpresa e sta mettendo alla prova molti di noi. Io faccio parte di quelle persone che vivono decisamente meglio al caldo, anche molto intenso, umido o secco che sia. Tuttavia non potrei vivere senza l’alternarsi delle stagioni, con i profumi, i colori, i frutti della terra tipici di ognuna di esse. Anche il freddo dell’inverno ha un suo fascino, oltre ad essere prezioso e indispensabile per il suolo, per le piante, per gli alberi e per la natura intera, soprattutto quando è secco e pungente come nelle ultime settimane. Vivendo al nord ho imparato ad amarlo e ad apprezzare quella sensazione di profonda pulizia e di purificazione che mi trasmette. Tremo alla sola idea di uscire ma riesco a percepire l’effetto rigenerante e rinvigorente che ha sul fisico e sulla mente, trovando così la forza per affrontarlo. In questi giorni però si è aggiunto il vento gelido del nord e questo cambia un po’ le cose perché dalla “bise” (così viene chiamata in Svizzera) non si riesce in alcun modo a ripararsi. Si possono indossare venti strati di vestiti uno sopra l’altro ma niente da fare, l’aria polare trova sempre qualche spazietto per infiltrarsi. Dalla finestra osservo la gente che cammina veloce per strada, rasente i muri, così coperta che spesso solo gli occhi restano esposti.

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Come la natura in inverno si riposa così dovrebbe essere questa stagione per l’uomo, un periodo di calma, di introspezione, di cose fatte lentamente assaporando il calore di casa, come ancora sapevano fare le persone di qualche generazione fa. Noi lo abbiamo dimenticato, almeno nelle città, dove la corsa non si ferma mai. Da un lato è affascinate osservare la natura che imperterrita segue il suo ciclo, impassibile di fronte a tutto quello che succede, incurante del fatto che noi esseri umani siamo pronti o no ad accogliere gli eventi che ci propone, raggiungendo condizioni a volte estreme (secondo la nostra percezione) e imprevedibili; dall’atro lato però il mio pensiero è rivolto inevitabilmente a tutte le persone, purtroppo sempre più numerose, che non hanno un tetto per ripararsi e un letto per dormire al caldo. È terribile e angosciante sapere che ancora oggi si possa morire di freddo nella nostra società, è indice di quanto poco equilibrio ci sia e quanto sia urgente cambiare direzione. A volte basta davvero poco per sentirsi fortunati.

Dato che l’inverno non è finito (e potrebbe essere ancora lungo, anche se spero di no), vorrei lasciarvi alcune idee per trascorrere al meglio i prossimi giorni o da conservare in un cassetto fino al prossimo anno.

Infusi e spezie

Io ne faccio largo uso. Uno dei miei preferiti, non tanto per il sapore ma per il suo potente effetto purificante, è un infuso a base di aglio, cipolla, zenzero e limone. Si possono usare anche le parti esterne se gli ingredienti sono non trattati. È una tisana talmente portentosa che l’ho battezzata “tisana scaccia virus”. Ormai per abitudine, quando uso cipolla e aglio per cucinare tengo sempre da parte le bucce, così al bisogno le trovo pronte, un’idea che mi è venuta leggendo nel blog Il pasto nudo alcune ricette di infusi curativi. Se invece spremo dei limoni e non utilizzo subito le scorze, metto a seccare queste ultime su un radiatore o sulla stufa e le conservo in un barattolo di vetro. Preparare l’infuso è semplicissimo: in un pentolino mettere aglio, cipolla a pezzi (io utilizzo sia l’interno che l’esterno, ma potete usare solo le bucce se preferite), un pezzetto di radice di zenzero e la scorza di un limone. Coprire gli ingredienti con acqua pura e fare bollire con coperchio per alcuni minuti. Lasciare riposare per almeno 15 minuti, filtrare, aggiungere succo fresco di limone e addolcire con miele se necessario. È importante raccogliere anche le goccioline che si formano nel coperchio, ricche di preziosi oli essenziali. Si può insaporire con spezie a piacere. Io consiglio soprattutto quelle con effetto riscaldante, più adatte all’inverno, come cannella e cardamomo. Si può bere subito o trasferire in un thermos per sorseggiarla durante la giornata. Bere bevande calde lontano dai pasti è un’ottima abitudine ed è anche un’ottima astuzia per calmare la fame nervosa o quella (che in realtà non è fame) del tipo “ho voglia di qualcosa ma non so cosa…”.

Naturalmente si possono usare le stesse spezie per cucinare e/o preparare tisane e decotti con altre piante particolarmente indicate in inverno, per esempio quelle che rinforzano il sistema respiratorio: sambuco, tussilagine, timo, malva…

Evitare bevande e cibi freddi e pasti troppo abbondanti

In inverno il corpo ha bisogno di calore sia esternamente che internamente. Questo è particolarmente importante per le persone che hanno una costituzione “fredda”. Si può iniziare il pasto con una bevanda calda, per esempio un infuso, una zuppa di verdure, una tazza di brodo o semplicemente l’acqua di cottura delle verdure, magari insaporita con un pizzico di sale o pezzetti di alghe essiccate. Il liquido caldo rilassa e prepara l’apparato digerente a ricevere il cibo solido che seguirà, facilitandone la digestione.

Sarebbe bene anche evitare pasti troppo elaborati ed abbondanti. Questo è un po’ contro intuitivo perché spesso si pensa che quando fa freddo si debba mangiare di più. Se è vero che il corpo spende più energia per produrre calore, è pur vero che si tende a passare la maggior parte del tempo in luoghi chiusi e riscaldati (a volte troppo caldi) e a fare meno movimento rispetto al resto dell’anno. Inoltre, dopo un pasto copioso e/o troppo elaborato buona parte dell’energia disponibile è impegnata a digerire, il sangue deve affluire più intensamente verso gli organi dell’apparato digerente al lavoro e le zone periferiche del corpo possono raffreddarsi con più facilità. Capita spesso infatti di avvertire più freddo dopo avere mangiato.

Borsa dell’acqua calda

Non so come ho resistito in tutti quegli anni in cui non l’ho avuta (ne avevo già parlato in un articolo precedente). Per me è indispensabile da ottobre ad aprile! Di giorno la uso se lavoro davanti al computer per lungo tempo, di notte per preriscaldare le gelide lenzuola. È perfetta su reni e fegato, che funzionano meglio al caldo, e poi sulle estremità, tipo mani e piedi (ne sa certamente qualcosa la maggior parte delle donne). Quando fa freddo i vasi si restringono e le zone periferiche fanno fatica ad essere irrorate dal sangue. Per chi soffre di dolori reumatici o articolari è ancora più indicato il cuscinetto riempito con noccioli di ciliegie, riscaldato nel forno a bassa temperatura, sui termosifoni o sulla stufa. Rilascia infatti un calore più asciutto rispetto alla borsa dell’acqua calda.

Bagno caldo

Come per la borsa dell’acqua calda io non posso più vivere senza. Purtroppo oggi per praticità e problemi di spazio si tende ad eliminare la vasca da bagno nelle nuove abitazioni, ma è un peccato perché il bagno caldo ha un effetto terapeutico potente e sottovalutato. Come si procede? Si entra facendo colare l’acqua a circa 37°C e una volta che il corpo si è adattato si fa scendere acqua più calda alzando gradualmente la temperatura e raggiungendo il grado di calore desiderato. Non è necessario rimanere immersi a lungo, bastano 10-15 minuti o finché si formano goccioline di sudore sulla fronte. Uscire quindi lentamente (per non avere capogiri), avvolgersi in un telo da bagno o in un accappatoio e sdraiarsi. Rimanere in questa posizione fino a quando si smetterà di sudare. Il bagno caldo fatto in questo modo mima la febbre (che si può considerare una delle prime difese immunitarie del corpo; maggiori dettagli in questo articolo) ed è un vero toccasana per il fisico e per la mente (effetto rilassante garantito!). Si può potenziare l’effetto aggiungendo nella vasca sali o oli essenziali dalle diverse proprietà, in base all’effetto che si cerca. Le persone con problemi cardiocircolatori e/o con varici dovranno fare attenzione a non alzare troppo la temperatura dell’acqua (o chiedere consiglio al proprio medico).

Pediluvi caldi

In assenza di vasca da bagno si può optare per un pediluvio con acqua calda e bicarbonato o altri sali alcalini che favoriscono l’eliminazione di tossine acide attraverso la pelle.

Temperatura nei luoghi chiusi

È bene che non sia troppo elevata, per evitare sbalzi termici tra l’ambiente esterno e quello interno e la proliferazione di batteri, funghi e altri microrganismi indesiderati. Inoltre, l’aria non dovrebbe essere troppo secca perché danneggerebbe le mucose delle vie respiratorie. Per ovviare a questo inconveniente si possono usare umidificatori o banalmente tenere uno o più recipienti larghi e bassi con acqua pura vicino ai radiatori o sulle stufe. Per evitare la formazione di muffe si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale (eucalipto, rosmarino…), che con i suoi principi attivi servirà anche a purificare l’ambiente.

Uscire almeno una volta al giorno, ben coperti (soprattutto il capo)

La tentazione di rimanere chiusi in casa fino a primavera può essere forte in questi giorni, ma se non si hanno problemi di salute è bene, credo, armarsi di coraggio e passare un po’ di tempo all’aperto ogni giorno, magari facendo una camminata a passo veloce nelle ore centrali della giornata. Una passeggiata quotidiana, anche di breve durata, aiuta ad ossigenare i tessuti e le cellule, attiva il metabolismo, tiene in allenamento i muscoli, sostiene il sistema respiratorio, rinforza il sistema immunitario e calma il sistema nervoso. In Svizzera mi stupisco ancora adesso quando vedo mamme con bambini piccolissimi all’aperto anche con temperature di vari gradi al di sotto dello zero.

Sarà banale dirlo ma se uscite pensate sempre a indossare un cappello, un berretto, un cappuccio, oltre a coprire bene il resto del corpo. Dalla testa si perde infatti moltissimo calore. Particolare attenzione dovrebbero fare le persone che soffrono di ipertensione e altri problemi cardiocircolatori.