Jun 302017
 

Dopo avervi raccontato come è fatta la pelle, aggiungo qualcosa sulle sue principali funzioni e poi, finalmente, arriverà qualche suggerimento per mantenerla sana e bella. Ma per questo bisognerà aspettare il prossimo articolo.

A look inside, pasta madre, lievitazione naturale, flora intestinaleImmagine su licenza Creative Commons

La pelle è coinvolta in tanti processi, alcuni di primaria importanza. Vediamoli in sintesi.

Termoregolazione: come accennavo nell’articolo precedente il film idrolipidico prodotto dalle secrezioni delle ghiandole sebacee e sudoripare contribuisce a regolare la temperatura corporea.

Protezione meccanica: l’integrità della cute protegge il corpo dall’ingresso di sostanze e di microrganismi potenzialmente patogeni.

Protezione chimica: a livello cutaneo, numerose reazioni biochimiche conferiscono alla pelle la sua caratteristica acidità (idrolisi dei lipidi cutanei ad acidi grassi, secrezione di acido lattico, ecc.), che contribuisce a impedire la proliferazione di batteri, lieviti e funghi ostili alla nostra salute. Il pH cutaneo (il pH è l’indice di misura dell’acidità) ha valori generalmente compresi tra 4.2 e 5.6. La grande variabilità individuale dipende da molteplici fattori capaci di influenzare il pH della cute. Per esempio, il grado di acidità della pelle dipende dalla regione corporea considerata, dalla stagione, dal sesso, dalle fasi del ciclo mestruale, dai prodotti utilizzati (cosmetici, detergenti, profumi), dalla composizione della flora batterica residente e dal grado di sudorazione.

Protezione biologica: sulla cute vivono milioni di microrganismi perfettamente adattati al pH leggermente acido della pelle; costituiscono la flora residente. Quando le diverse specie sono in equilibrio dinamico formano una efficiente barriera di protezione.

Assorbimento: la pelle assorbe luce, energia, calore, ossigeno… e anche le sostanze che ci spalmiamo!

Trasformazione: a livello cutaneo avvengono processi di trasformazione che rendono attivi e biodisponibili i precursori di diverse molecole, in modo che l’organismo sia in grado di utilizzarle. Oggi per esempio si parla molto di vitamina D. Un terzo del fabbisogno giornaliero di vitamina D proviene dall’alimentazione. I cibi in cui se ne trova di più – oltre a quelli che ne sono arricchiti a livello industriale – sono i pesci grassi (come salmone, sgombro e aringa), il tuorlo d’uovo e il fegato. Il resto si forma nella pelle a partire da una molecola derivante dal colesterolo che viene trasformata per effetto dell’esposizione ai raggi UVB. Una volta prodotta nella cute o assorbita a livello intestinale, la vitamina D passa nel sangue. Qui una proteina specifica la trasporta fino al fegato e al rene, dove viene attivata.

Eliminazione di residui e tossine: la funzione eliminativa fa della pelle un importante organo emuntore, insieme all’intestino, ai reni e ai polmoni. Semplificando si potrebbero paragonare le ghiandole sudoripare a tanti piccoli reni e le ghiandole sebacee a tanti piccoli intestini. La pelle è un po’ lo specchio di quello che succede dentro di noi, in particolare riflette il funzionamento dei reni e dell’intestino. Ciò che l’organismo non riesce ad eliminare attraverso i reni e l’intestino tende ad eliminarlo attraverso la pelle (e/o i polmoni). Se una persona ha problemi di pelle, la prima cosa da fare è guardare come funzionano gli emuntori primari e il fegato (quest’ultimo non è propriamente un organo di eliminazione ma è strettamente legato alla depurazione del corpo), anziché intervenire con creme e farmaci per spegnere i sintomi. Spesso gli emuntori sono appesantiti e indeboliti da vari tipi di aggressioni (alimentari, respiratorie, stress) e questo fa sì che con l’andar del tempo l’organismo si carichi di tante molecole di scarto che finiscono per compromettere il metabolismo cellulare e il funzionamento organico. Alleggerire gli organi di eliminazione, rieducarli e ripristinare l’equilibrio tra ciò che si introduce e ciò che si elimina è quindi prioritario e fondamentale in caso di malattia e per preservare la salute.

Significato simbolico: così come ci protegge dalle aggressioni fisiche esterne, la pelle assume anche simbolicamente un significato di protezione. È infatti l’organo che separa il nostro mondo interiore da quello esterno. Quando una persona si sente intimamente minacciata o schiacciata da qualcosa (o da qualcuno), quando si sente a disagio nell’ambiente in cui vive (familiare, lavorativo, ecc.), è possibile che sviluppi un problema cutaneo. Non è tanto importante quanto sia reale e concreto ciò che determina l’insorgenza dello stress; ciò che conta è come una situazione è percepita, interpretata e vissuta dalla persona. Il disagio vissuto a livello emotivo o psicologico può manifestarsi fisicamente a livello cutaneo. È una sorta di campanello d’allarme. Come spesso accade per la maggior parte delle malattie, anche nel caso delle disfunzioni della pelle è importante agire su più fronti contemporaneamente, sia sul lato fisico sia sul lato emotivo-psicologico.

Nel prossimo articolo vi darò alcuni suggerimenti per avere una pelle sana, elastica e luminosa.